Cuoco in cambusa, in Barca a Vela

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Cari Lettori, di seguito vi racconto il mio primo viaggio in cambusa in barca a Vela per l’arcipelago Toscano
dove ho cucinato per cinque persone.

Cari lettori, ho il piacere di raccontarvi il mio primo lavoro nella cambusa in una barca a vela di qualche tempo fa, lungo l’arcipelago toscano che mi è piaciuto molto e dove ho imparato a cucinare in condizioni particolari.

Nodi nautici? Dovremmo sapere qualcosa al riguardo? Oh, sì! Ovviamente non siamo tutto il tempo in cucina per sfamare l’equipaggio, così quando sono in alto mare ventoso tutti abbiamo i nostri compiti specifici in barca a vela a partire dal

Alcuni nodi importanti da sapere di seguito: Nodi marinari

Pronti per la rima giornata Sabato 21.5.

Incontro con la crew(4 persone ed io) ore 6:15 a Cureglia. da dove parte il nostro viaggio per Marina di Salivoli.
, a circa 3 km da Piombino

Arrivo al porto intorno alle ore 11:30 con 30 gradi centigradi sul termometro. Fino a questo punto, non sapevo nulla in merito alla vela, questo lusso allo stato puro (ragazzi, che scenario).

CucinaBarcaVelaMarina di Salivoli

Mentre lo skipper si occupava delle formalità portuali, il mio primo impegno era di cercare un carrello per tutti quei bagagli, ma trovarne uno su quella vasta area non era un compito facile. Detto fatto, e spingo la prima carica (valigie e borse, attrezzi di navigazione, utensili da cucina, laptop, borse varie, attrezzi per l’immersione, ecc.) verso la barca.

Ed eccola lì, la Gimli

GimliGimli
, un 34-piedi, o (ft:3-10%) 10.36 metri. Pensavo cosi per me!: però, niente male, anche se il mio interesse primario riguardava il mio lavoro in cambusa. Così passavo i bagagli lungo la gang way sul ponte mentre lo skipper assegnava le cabine, ma attenzione: queste barche non sono niente per chi soffre di claustrofobia essendo tutto piuttosto stretto sia in larghezza che altezza!

Dopo di che toccava agli acquisti viveri per i prossimi tre giorni e vi dirò che va calcolato bene la quantità visto lo spazio limitato in barca. Il posto più grande per stivare gli alimentari era il frigorifero giusto per darvi un idea, sembra sia stato progettato proprio per questo lo skipper poi nota alcune barche a vela in alto mare già con le vele issate. Questo voleva dire che, ai me, si partiva!.

Erano le tre del pomeriggio e non sono stato mai..cmq io sono andato a poppa per liberare un cordone il cosiddetto Mooring-Line-4Mooring. Dopo che gli altri membri dell’equipaggio avevano sciolto anche gli altri nodi si usciva con una velocità di circa 3 nodi (kts * 2 -10%) verso il mare aperto! Un veloce contributo ad issare le vele, godendomi un primo soffio di vento fresco, per mettermi poco dopo al lavoro in cambusa.

Questo era anche il mio primo test in diretta in alto mare.. Lasagne fresche al Ragù e per dessert tiramisù al peperoncino.

Capraia_-Smut-at-workLavorazione Lasange Lasagne-piccantiLasagne al Ragù e peperoncino

Primo test in cambusa con il mare ben mosso durante il lavoro, un mix di nave traballante, l’orizzonte ondeggiante guardando attraverso i boccaporti, ed in più il costante aumento di calore, sia per la cucina a gas sia per la mancanza d’aria fresca. Dopo due ore di navigazione, il vento era calato, ma i nostri volti erano felici. Tornando al porto si passava al rito della doccia seguita da un aperitivo. La cena è stata apprezzata e con un bicchiere di vino bianco si concludeva la serata.

Secondo giorno, Domenica 22.5.

Nota bene. Dormire in barca non m’ha dato problemi .

Gli altri membri dell’equipaggio dormivano come ghiri – erano le 6:30 del mattino ed ero sempre il primo sul ponte, e così preparavo già la colazione composta da caffè, prevalentemente carne secca, salumi e formaggi.

Partenza quest’oggi per Isola di Capraia. Purtroppo, da questo momento in poi non c’era vento. Il mare era calmo, la sua superficie lisca come uno specchio. Tempo di navigazione 6 ore circa. Niente di speciale da segnalare. Intorno all’ora di pranzo preparo Insalata caprese, bruschette e uova sode a metà con farcitura alle sarde. Per passare il tempo mi esercito con i nodi più importanti e lo skipper mi mette anche al timone, purtroppo con motore ad una velocità di 5-6 nodi.

Nel tardo pomeriggio entriamo a Marina di Capraia (il porto). Tassa da pagare. € 28 – Ci sono poche barche visto che la stagione turistica inizia la settimana dopo. Cerco dei pescherecci nel molo, ma mi dicono che partono solo di prima mattina. Per la cena Tagliatelle ai scampi e melone in salsa di Marsala, con i miglior complimenti da parte dell’equipaggio. Dopo cena intraprendiamo una passeggiata su i punti di vista in cima ed infine un gelato al bar accanto. La notte era calma e penso ancora una volta: questo non è da tutti, questa cabina, una scatola di sardine. In mattinata, dopo il bagno e doccia – € 4 – insisto ad aspettare qualche peschereccio, ma vengono solo molto più tardi.

Terzo giorno, Lunedì 23.5.

Dopo aver rilasciato l’ormeggio, continuiamo il tragitto verso la Corsica, e più preciso a sud-est del Capo Corso, Port de Macinaggio. Traversata di circa 4 ore e mezza. Il mare è ancora liscio come uno specchio e speriamo sull’avvistamento di qualche mammifero marino o addirittura qualche cetaceo. Poiché il tettuccio della cambusa è sopra di me, il sole brucia le spalle durante il lavoro. Ho preparato piccoli snack per il pranzo: tra l’altro ravioli ripieni con ricotta, pinoli e Basilico al sughetto di pomodorini. Di seguito il trimmer (colui che ottimizza le vele, se ci fosse vento) dà formazione di navigazione.

Arrivo a Port De Macinaggio. Visto che avrei urgentemente bisogno d’un bagno(la struttura in barca non è affatto invitante perlopiù con cattivi odori) aiuto veloce ad agganciare la corda da ormeggio, fissare la passerella al molo muovendomi poi velocemente verso le strutture pubbliche, ma non è che offrano miglior servizio! Sarà cosi lungo tutto il viaggio eccetto nel porto di Marina di Salivoli e Porto Ferraio.

Altre isole, altri prodotti. La Corsica ha una birra di castagne

Bastia_-KastanienbierBirra di Castagne
, della carne e carne secca prelibata – di più non si poteva esplorare – a piedi – in una serata. I Corsi parlano un dialetto misto di francese, non si capisce una parola. Quello che abbiamo visto comunque era gente cordiale, i prezzi commerciali accettabili. La quota di porto costava € 34, e varia da un porto all’altro, non solo dalla lunghezza della barca.

Visto che intorno al porto alcuni negozi erano aperti, abbiamo fatto altri acquisti. Per la cena ho trovato delle costolette di vitello davvero giganti (tipo côte de bœuf e ben frollate) per mancanza d’un grill li ho cotti al forno a gas che non era un impresa facile, con patate al rosmarino e per dessert fette d’ananas in salsa di grappa. I complimenti gli avevo già menzionati, giusto? La notte era calma ed essendo un tipo mattutino, mi occupo a procurare del pane fresco per la colazione. Il viaggio prosegue per Bastia, l’ex capitale della Corsica.

Quarto giorno, Martedì 24.5.

Prima di arrivare a Bastia Bastia-HafenBastia (traversata di circa 2 ore e mezza), tassa di porto € 35, decidiamo di gettare l’ancora in una piccola baia perché la gente voleva fare il bagno nel mare piuttosto fresco. Non sapevo che la catena dell’ancora è lunga 50 metri e non era neanche facile farla aggrappare nel fondo marino perché aveva un gancio appuntito e non tre punte come di solito. Dopo il bagno fresco e la doccia con uno shampoo biodegradabile, l’ora di siesta. Se avessi solo portato con me la canna da pesca!

Arriviamo a Bastia, la seconda città più grande con oltre 40.000 abitanti. Costruiti direttamente al porto vi si trovano, la Chiesa, il vecchio nucleo, i caratteristici fari in rosso e verde. Ed ecco, finalmente una Bastia_-auf-FranzoesischPescheria. Le pareti dei vecchi edifici in centro sembrano crollare, visto che Bastia è una città antica!. Alle mura esterne d’una casa, i servizi igienici sono stati costruiti all’esterno, buffo da vedere.

Non essendo ancora stagione turistica, c’è poco movimento per le strade, ristoranti e bar. Uno di questi si trova proprio dietro il porto e dispone di 27 diversi tipi di rum: gli antipasti sono d’un profumo sublime. Nel vicino supermercato Crai, acquistiamo – non trovando pesce, 2 polli di dimensioni impressionanti, 2.3 chili ciascuno(spero che ci stiano nel forno).

Per la cucina c’è tanto da dire che grazie all’funzionamento a gas, il prodotto cotto risulta con una crosta meravigliosa. A sinistra dei fornelli si trova il frigorifero in forma di una cassa che è una superficie di lavoro comoda. Poi ci sono i due lavabo a “L” alimentati con due serbatoi da 100 litri d’acqua ciascuno. Sottostante ci sono altri due posti x stivare o stoccare. ‘E in questo senso impressionante tutto quel posto “nascosto”.

Per cena, appunto, 4 metà di polli accatastati nel forno, come contorno una salsina al vino rosso e cipolle a cottura lunga, insalata di patate con Mayo fatta da me e verdure crude con salsa dip. Ringraziano con un applauso, una stretta di mano, e l’affermazione: “Toni, tu sei l’uomo giusto per questo lavoro ”

Che altro dire, sono momenti indimenticabili.

Il mattino successivo fornisco dei Croissant ancora caldi che sono una meraviglia, questa volta pero mi accompagna lo skipper, con il fondo cassa con se perché FINALMENTE ACQUISTIAMO DEL PESCE!!. Una metà di coda di rospo e granchi reali.

Quinto giorno, Mercoledì 25.5.

Proseguiamo il viaggio verso l’Isola D’Elba, obbiettivo Portoferraio Tempo di percorso circa 6 ore e mezza. Dopo metà viaggio si fa sentire il vento in modo tale da poter issare le vele. Ma il piacere dura solo 45 minuti circa. Stiamo ancora aspettando l’avvistamento di eventuali ..e ad un tratto lo skipper sembra d’aver avvistato un delfino saltare a poppa ore 13.. Non essendo sicuri qualcuno guarda con il binocolo ed in effetti, c’è un delfino, ma si fa vedere solo 2 volte. Abbiamo poi sentito parlare di marinari tedeschi a Porto Ferraio che vogliono aver individuato una balena con un cucciolo, ma non c’era + tempo per filmare l’evento. Il resto del percorso continua con assenza di vento, Menomale che la barca consuma poco diesel (mezzo serbatoio a € 150 -). Per placare la fame, preparo affettato misto, olive al peperoncino e pane tostato con olio d’oliva, aglio e origano.

IMG_0716Stuzzichini

Ci dirigiamo, appunto, verso l’Isola d’Elba, situata tra il mar ligure e tirreno. Lo skipper ha deciso di passare la notte in una baia vicino Acquaviva, 2 ore da Porto Ferraio. L’ancoraggio sul fondo del mare da ancora problemi. Dopo tre tentativi, si aggrappa finalmente e possiamo tranquillamente fare snorkeling nel acqua fredda di 20 gradi centigradi. Sulla spiaggia di fronte vedo con il binocolo due ristoranti, ma sono ancora chiusi. Ai lati della collina, gli abitanti si sono piazzati bene in quei luoghi freschi scelti per le loro case (in questa baia, la foto del tramonto!). IMG_0769Tramonto in Baia

E ora di cena: Rana pescatrice al forno (con fette di limone, vino bianco e spezie), Gamberoni con pomodori cherry, aglio, olio e peperoncino (che buon sughetto per domani).Questa notte non era così tranquilla. Lo skipper non si fidava dell’ancora per cui controllava ogni 2-3 ore, ma era anche colpa delle onde che continuavano a sbattere contro la barca, comunque non abbiamo dormito molto. Dopo il ritiro dell’ancora – l’ansia del capitano era infondata – ci dirigiamo verso Porto Ferraio.

Sesto giorno, Giovedì 27.5.

Porto Ferraio, tassa da pagare € 35 -, chip per acqua ed elettricità € 10.-. Devo andare urgentemente al bagno (non so come ho sopportato sin ora). Doccia e la barba (tutto compreso per € 2 -), strutture pubbliche molto pulite. Decidiamo di fare colazione in un bar con abbondante cappuccino ecc. Il molo è situato direttamente alla strada del porto.

Porto-FerraioMolo

Ci troviamo nel ultima curva verso il centro. Fortunatamente, non ci sono ancora molte persone durante il giorno. Poiché questo è l’ultimo giorno ed Elba è da visitare, affittiamo una macchina per € 55.- e giriamo l’isola. Elba è infatti il luogo che Napoleone scelse come esilio, anche se solo per un breve periodo. Quindi c’è un museo, incisioni, castelli, e le due ville.

Un attrazione è la “Cabinovia” che porta alla Marciana Capanne (1019 slm),

Elba_-Cavovia_-auf-1019mCabionvia

si tratta di una cabina dove si sta in piedi in due a € 18 andata e ritorno. Il viaggio dura 15 minute e lassù il sole scotta parecchio, ma la vista n’è valsa la pena. Proseguiamo la Strada principale che fa un giro intero lungo l’Isola. Poi ci fermiamo ad una spiaggia dove ci godiamo un bagno e una birra (per sciacquare giù la polvere). Meravigliosa la “macchia” lungo il tragitto in tutti i suoi colori e profumi.

Siamo stati praticamente tutto il pomeriggio sulla strada, un po’ stanchi ma soddisfatti ritorniamo al Porto, abbiamo avuto il tempo per un po’ di shopping, delle foto di navi a vela come la “Seacloud II”,

SeaCloudIISea Cloud II

le impressioni del centro, bevande ecc. Ho lasciato gli altri al bar per muovermi in cucina per l’ultima cena: Spaghetti freschi, con la salsa di pesce di ieri e pecorino corso.

Dal momento che abbiamo ancorato direttamente accanto a la strada, la sera, i bar e ristoranti iniziavano comunque a movimentarsi. Un bar aveva un impianto audio e schermo gigante al di fuori dove proiettava video musicali. Nel semibuio c’era un gruppo di adolescenti a discutere e ridere, dal mare arrivava la gente con i propri gommoni per entrare nella vita notturna. Cq, ad un certo punto ci siamo addormentati anche noi.

Settimo giorno, Venerdì 27.5.

La mattina seguente c’era ancora più movimento, perché i bus scolari arrivavano l’un dopo l’altro sembrava un terminal degli autobus. Sì, e lentamente ma sicuramente si dovevano riordinare i bagagli e le cose personali per tornare a Marina di Salivoli, 2 ½ ore di tragitto.

Si vedeva già dal porto, che le barche in mare navigavano con le vele issate quindi ciascuno si preparava per il suo compito: mettendosi in posizione con le scarpe antiscivolo e guanti. Era come durante il primo viaggio, davvero eccitante. Potevo persino guidare al timone per mezz’ora circa.

SailingAl timone

Ma non era facile mantenere la barca in rotta dovendo fissare un punto della terraferma ma è stato molto divertente.

Sì, è arrivati a Marina di Salivoli. si chiudeva definitivamente bottega; l’ultima notte sulla barca. Per la cena siamo andati presso il porto di Piombino, in un ristorante nascosto fuori dai sentieri battuti. Hanno servito fino a 8 diversi piatti di pesce come primo. Filetti di sardina in aceto, tonno alla brace, lumache di mare, sardine alla griglia interi, filetti di San Pietro, pezzi fritti di storione, Pesce Spada, l’ultimo non mi ricordo più il nome ma era anche fritto. Come secondo hanno portato una zuppa di pesce strabiliante! Dopo di che ci siamo “buttati” anche noi nella vita notturna, suonavano musica dal vivo ovunque e di conseguenza c’era anche molta gente.
Piombino_-ZentrumPiombino PiombinoPiombino

‘E stata un’esperienza indimenticabile per me che ha il gusto di molto di più.

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2 risposte a “Cuoco in cambusa, in Barca a Vela

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